Autonomia

Persona in carrozzina su un pontile

L’Organizzazione mondiale della Sanità OMS ha effettuato un mutamento prospettico essenziale nella definizione stessa di disabilità. Dalla definizione dell’handicap e della menomazione si è passati ad una valutazione dello stato di salute concepita come il corpus delle funzioni che un individuo è in grado di svolgere e delle limitazioni che uno stato patologico o una menomazione esercita su queste. In tale prospettiva è evidente che l’ambiente, come pure le risorse personali esercitano un'azione facilitante o ostacolante nelle limitazioni che una data patologia o deficit ha sulle azioni e attività quotidiane, come pure nella partecipazione e nel coinvolgimento nelle situazioni di vita e sociali.

L’autonomia è, nel suo significato più letterale, la capacità di svolgere azioni e scelte in prima persona senza delegare altre persone. Se, come ritenuto anche dall’OMS, l’ambiente e le risorse personali influenzano in modo positivo o negativo lo svantaggio determinato dalla patologia invalidante, è facilmente comprensibile quanto sia strategico accrescere gli spazi di autonomia delle persone disabili. Accrescere l’autonomia infatti aumenta le possibilità di partecipazione attiva alla vita sociale e, più in generale, aumenta le azioni quotidiane che un soggetto può svolgere in proprio. Tutto questo ha una ricaduta positiva sullo stato complessivo di benessere dell’individuo e, indirettamente, una ricaduta positiva sulla società.

Data, quindi, l’importanza dell’autonomia nei soggetti disabili per la piena realizzazione dei diritti di cittadinanza individuali, la Regione Toscana ha progressivamente messo in atto strategie e servizi per supportare le persone e favorire quanto più possibile il processo di enpowerment individuale.
La Scuola Cani Guida per Ciechi è uno dei rarissimi esempi a livello europeo di scuola di addestramento per cani guida facente capo ad un’amministrazione pubblica.

Come è naturale, però, non si può ipotizzare, in un mondo così variegato come quello della disabilità, la costruzione di un unico modello o progetto che risponda correttamente e coerentemente alle differenti esigenze delle persone disabili e al grado di autonomia ottenibile da ciascuno. Gli interventi devono, piuttosto, essere tarati sulla singola persona. Proprio in virtù del  cambiamento concettuale e culturale che sposta l’attenzione dalla disabilità come menomazione alla disabilità come limitazione nelle funzioni in un dato contesto ambientale, la persona diviene non solo il centro delle azioni volte all’accrescimento dell’autonomia ma è, assieme ai servizi territoriali e alla rete parentale e di supporto, l’autore stesso del suo progetto individuale.

Grazie all’impegno, progettuale ed economico, che Regione Toscana ha messo in atto è stato possibile introdurre, in collaborazione con i servizi territoriali, progetti individualizzati finalizzati al mantenimento al di fuori di strutture residenziali dei soggetti con grave e gravissima disabilità: ne sono un esempio le diverse progettualità finalizzate allo sviluppo di una vita autonoma e indipendente mirate all’emancipazione dal nucleo familiare di origine o al supporto presso il proprio domicilio, anche con contributi per interventi strumentali e strutturali per l’adeguamento domestico, come pure l’attuale vivacità del complesso dibattito sul durante e dopo di noi, con l’avvio di progetti innovativi e sperimentali attuati dal territorio.

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.2016
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