Sport e scuola compagni di banco

L’ Educazione Fisica nella scuola primaria

L’educazione fisica a scuole costituisce uno degli strumenti più efficaci non solo per migliorare la forma fisica e la salute degli alunni, ma li aiuta anche a svolgere attività fisica comprendendone al tempo stesso l’importanza e le ripercussioni positive per tutta la vita.

Il Trattato europeo di Lisbona del 2009 ha offerto le basi, sul piano giuridico, affinché l’Unione Europea richiedesse lo sviluppo della dimensione europea nello sport e la promozione delle questioni sportive a livello europeo.

L'insieme di attività motorie che ogni individuo sviluppa in forma individuale o organizzata denominato genericamente “sport” viene unanimemente considerato, dopo la famiglia e la scuola, l'agenzia formativa più importante attraverso la quale può essere garantito ai giovani fin dalla primissima infanzia uno sviluppo equilibrato in un contesto altamente socializzante e orientato all'acquisizione permanente di stili di vita salutari ed in generale apportatori di benefici riscontrabili in tutto l'arco della vita.

Da questo assunto sarebbe logico aspettarsi, come conseguenza, che le istituzioni pubbliche preposte alla tutela ed alla crescita sociale, economica e culturale delle collettività amministrate impieghino ogni sforzo ed ogni risorsa disponibile per il raggiungimento del risultato sopra accennato e che lo facciano tenendo conto delle raccomandazioni che in materia sono da tempo divulgate dalla comunità scientifica (crf al libro bianco sullo sport dell'unione europea ed alla Carta di Toronto dell'OMS).

A conferma di ciò il primo tra gli obiettivi globali che si pone il Piano di indirizzo Generale Integrato 2012-2015 approvato dal Consiglio Regionale Toscano con Deliberazione n. 32 del 17.04.2012 recita: “Promuovere i percorsi di sviluppo personale, culturale formativo dei cittadini, attraverso l’offerta di opportunità educative e la crescita del sistema scolastico toscano, nel quadro di un approccio integrato per l’apprendimento lungo l’arco della vita”.

Tale finalità si colloca nell’ambito della cornice dettata dalla Legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 “Testo Unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro” che persegue un’organicità nelle politiche di intervento di tutti gli attori Istituzionali del territorio tale da costituire il Sistema regionale integrato per il diritto all’apprendimento al quale afferisce “l’insieme di soggetti pubblici che programmano e curano la realizzazione delle azioni e degli interventi locali volti alla promozione delle attività di educazione ed istruzione”.

Nonostante questa cornice di riferimento, allo stato attuale, in Toscana, non è stato, almeno fino ad oggi, affrontato in maniera organica e complessiva il problema della motricità e dell'attività fisica nella scuola dell'infanzia e primaria.
È da tutti riconosciuto, che un intervento corretto di educazione alla motricità e al percorso presportivo dei bambini, riesce a contenere disabilità che pratiche non congrue tendono ad accentuare e a cronicizzare.

Perciò, particolare attenzione professionale sarà posta in presenza di portatori di handicap, nei confronti dei quali si opererà con particolare attenzione sia nel gruppo della classe che nell'approccio al singolo.

L’altro obiettivo primario che la pubblica amministrazione persegue è la tutela della salute della popolazione. Questa forma di tutela si esprime da un lato nelle forme di prevenzione dalle patologie e dall’altro nella minimizzazione dei fattori di rischio.

A livello internazionale è ormai riconosciuto che il sovrappeso e l’obesità sono un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cronico-degenerative e una sfida prioritaria per la sanità pubblica.
In particolare, l’obesità e il sovrappeso in età infantile hanno delle implicazioni dirette sulla salute del bambino e rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di gravi patologie in età adulta.

Per comprendere la dimensione del fenomeno nei bambini italiani e i comportamenti associati, a partire dal 2007, il Ministero della Salute/CCM ha promosso e finanziato lo sviluppo e l’implementazione nel tempo del sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con le Regioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La sorveglianza è alla base delle strategie italiane in materia di prevenzione e promozione della salute, quali il Programma Governativo "Guadagnare salute" e il Piano Nazionale della Prevenzione e, in ambito internazionale, aderisce al progetto “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI)" della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I dati di OKkio alla SALUTE, che ha una periodicità di raccolta dati biennale, ci descrivono la variabilità geografica e l’evoluzione nel tempo della stato ponderale, degli stili alimentari, dell’abitudine all’esercizio fisico dei bambini della terza classe primaria e delle attività scolastiche favorenti la sana nutrizione e l’attività fisica.

La frequenza di sovrappeso e obesità nei bambini osservata a livello nazionale, nella rilevazione 2012, seppure in leggera diminuzione rispetto a quanto rilevato nelle precedenti raccolte, conferma livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il 22,2% dei bambini è in sovrappeso e il 10,6% obeso, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud. Si conferma, anche, la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari scorrette che possono favorire l’aumento di peso, specie se concomitanti; infatti, il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 65% fa una merenda di metà mattina abbondante, mentre il 22% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura e il 44% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Anche i valori dell’inattività fisica e dei comportamenti sedentari, pur mostrando un miglioramento rispetto al passato, permangono elevati: il 18% dei bambini pratica sport per non più di un’ora a settimana, il 17% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine, il 44% ha la TV in camera, il 36% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

Rispetto ai dati nazionali, i dati Toscani 2012 indicano che la situazione della nostra regione è significativamente migliore di quella nazionale. Nonostante ciò, il 19,6% dei bambini è sovrappeso, il 6,0% è obeso e lo 0,9% è severamente obeso, con un eccesso ponderale complessivo del 26,5% rispetto al 28,4% del 2010, al 29,5% del 2008 e al 33,4% del 2006. Positivi cambiamenti si riscontrano anche nella diminuzione significativa di bambini definiti “fisicamente non attivi” che passano dal 21.9% del 2008 al 14,7% nel 2010 e scendono al 12,0% nell’ultima rilevazione del 2012. Anche per quanto riguarda i comportamenti alimentari adeguati, si evidenzia un miglioramento che passa dal 11.2% del 2008 al 27.7% nell’ultima rilevazione del 2012.

I dati sono favorevoli anche per la diminuzione di bambini definiti “sedentari” (che trascorrono davanti allo schermo più di due ore al giorno) che passano dal 37.8% del 2008 al 33.0% nel 2012.

Questi dati, che evidenziano i primi incoraggianti cambiamenti, fanno ipotizzare che questa positiva inversione di tendenza sia attribuibile, almeno in parte, alle azioni integrate e continuative messe in atto in Toscana nell’ultimo decennio con la collaborazione attiva della scuola, delle famiglie e di altri contesti sociali che hanno un ascendente sui comportamenti e sugli stili di vita dei ragazzi.

Nonostante ciò, in Toscana, non è stato, almeno fino ad oggi, affrontato in maniera organica e complessiva il problema della motricità e dell'attività fisica nella scuola dell'infanzia e primaria.

Le situazioni che si sono venute a creare sono le più disparate. Si va dalla quasi inattività a progetti di avanguardia passando dal volontariato di alcuni insegnanti fino alla delega dell'attività a soggetti  provenienti dall'associazionismo locale, dal coinvolgimento delle strutture universitarie locali fino all'attività praticata allo scopo di tesserare i ragazzi più promettenti in alcune discipline.
Dalla necessità di fornire sia ai ragazzi che alle famiglie ed alla scuola elementi di chiarezza e di omogeneità di azione nasce la proposta di un progetto di sviluppo della promozione della cultura sportiva scolastica, con riferimento specifico, all’educazione fisica nella scuola primaria, che rientri nel diritto-dovere allo studio e alla salute e, in quanto tale, risponda a finalità educative, sportive, preventive, culturali e sociali.

Tutto lo sport scolastico rappresenta una imprescindibile fonte di esperienza per i ragazzi, è capace di costruire uno “stile di vita” permanente, favorisce una maggiore integrazione sociale ed interculturale e, attraverso l'apprendimento e l'elaborazione di regole comuni, contribuisce alla formazione di un'etica della cittadinanza.

Attraverso l'attività motoria e sportiva si possono realizzare altissimi obiettivi educativi, acquisire competenze indispensabili alla formazione ed alla crescita dei giovani, come il dominio di sé, il senso della solidarietà, la capacità di collaborare per un fine comune, la valorizzazione del ruolo di tutti ed il rispetto del ruolo di ciascuno.

Il ruolo di garante, da sempre svolto dalla scuola nella formazione e nella crescita dei giovani, è la migliore forma di promozione di una corretta concezione della motricità e dello sport quale alternativa culturale alla violenza, all'esasperazione del risultato, alla slealtà, e di corretta e coerente applicazione dei principi declinati nella “Carta Etica dello sport” approvata dalla Giunta Regionale Toscana con delibera 729/2011.

Il progetto si propone quale obiettivo primario di:

  • raggiungere il radicamento della motricità e dell’educazione fisica praticata come previsto dalle indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo d’istruzione all'interno della scuola primaria toscana;
  • coinvolgere e promuovere la massima attivazione motoria di tutti gli studenti che frequentano le scuole coinvolte nelle attività, utilizzando la trasversalità della disciplina e dei concetti contenuti nella carta etica e la conoscenza delle discipline sportive in tutte le sue specificità. Entrare in contatto con le diverse discipline sportive permette ai ragazzi di essere in grado di scegliere in seguito.


Sono infiniti obiettivi secondari:

  • individuare nella sistematizzazione e nella razionalizzazione dell’educazione motoria scolastica una delle azioni “forti” in grado di caratterizzare l’azione politico amministrativa, in grado di costituire una base di lavoro duratura, capace di produrre economie di gestione dell’intero sistema pubblico;
  • introdurre e avviare azioni innovative nel sistema scolastico ed economico toscano capaci di produrre significativi impatti economici, occupazione e reale qualità in termini di stili di vita;
  • rafforzare la partnership con soggetti pubblici e privati del territorio regionale per creare  esperienze ed ambienti che facilitino le scelte e lo sviluppo della persona;
  • integrare le attività di scuola ed extra scuola nell’ottica dell’educazione permanente, divenendo azioni di contenimento della dispersione, e sperimentazione di programmazioni sinergiche basate su reti in essere;
  • attivare e proporre azioni che propongono stili di vita basati sul movimento quale attività principale fra i determinanti di salute;
  • preparare i ragazzi, attraverso l'uso degli impianti esistenti e delle risorse del territorio e dell'ambiente, all'assunzione di scelte consapevoli tipiche dell'età adulta.
Ultimo aggiornamento: 12.02.2016
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