Sostegno alla vita autonoma

Persona che alza le mani davanti a un tramonto

La capacità di autodeterminazione e la scelta di soluzioni alternative al ricovero in strutture è l’impegno che Regione Toscana ha preso da oltre un decennio. Le risorse, nazionali ma soprattutto regionali, messe in campo per il raggiungimento di una effettiva vita indipendente fuori dal nucleo familiare di origine o per supportare le persone presso il proprio domicilio, non solo hanno esteso i servizi offerti dalle Società della Salute o zone distretto, ma hanno modificato la metodologia organizzativa e il concetto stesso di servizio e, più in generale, di presa in carico della persona.

I familiari o l’interessato segnalano il bisogno nelle zone distretto o alle Società della Salute attraverso sportelli dedicati alla non autosufficienza, chiamati Punti Insieme. A partire dalla domanda, si instaura un dialogo per valutare i bisogni e le soluzioni attuabili; in questo modo si costruisce un percorso individualizzato dove la persona è al centro del proprio Progetto di vita ed è, assieme alla sua rete familiare e sociale, l’attore primario del progetto stesso.

A partire dal 2004 è stata avviata la sperimentazione, entrata a regime in tutta la Toscana dal 2012, dei progetti “Vita Indipendente” per consentire alle persone con disabilità gravi di vivere in casa propria, senza ricorrere alle strutture protette e poter avere condizioni di vita con importanti margini di autonomia. Questi progetti sono redatti direttamente dagli interessati e vengono valutati dalle Unità di Valutazione Multidisciplinare per la Disabilità (UVMD).

La ricerca di soluzioni che privilegino risposte assistenziali nel proprio luogo di vita e che possano essere una valida ed efficace alternativa al ricovero, ha portato la Regione Toscana ad offrire, per le persone con malattie neurodegenerative o disabilità gravissime, un assegno finalizzato all’assunzione di un caregiver.

Ma una vita indipendente si ottiene anche eliminando quegli elementi ambientali che risultano essere ostacolanti per lo svolgimento di attività quotidiane e per la partecipazione alla vita sociale. A tale proposito la Regione Toscana ha avviato nel 2015 un percorso sperimentale, messo a regime nel 2019, finalizzato all’ottenimento, da parte di persone con disabilità grave, di consulenze tecniche e contributi economici per il conseguimento di una maggiore accessibilità e fruibilità degli ambienti domestici di vita.

Ultimo aggiornamento: 31.07.2019
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