Il trasporto sociale in Toscana

Il Trasporto Sociale sta assumendo una crescente rilevanza in molti contesti territoriali. Il motivo è riconducibile all’effetto congiunto di più fattori già da tempo operanti in tutti i Paesi sviluppati e, in particolare, in Italia e nel più ristretto contesto toscano. In primis, infatti, si assiste a un progressivo invecchiamento della popolazione e a una crescita rilevante dell’incidenza delle malattie croniche. Tutto ciò determina un consistente ampliamento della platea dei cosiddetti soggetti “fragili”, ossia delle persone con limitazioni più o meno importanti nell’autonomia personale.

In secondo luogo, è ormai assodata l’evidenza della minore disponibilità/possibilità della famiglia a prestare cure e assistenza in genere ai parenti in difficoltà. In terzo luogo, la perdurante crisi economica sta provocando una sensibile contrazione dei redditi disponibili di molti soggetti, un accrescimento generale della disuguaglianza nelle condizioni economiche, una contrazione delle risorse disponibili per l’amministrazione pubblica.

Questi elementi hanno un pesante risvolto sociale, in quanto causa di impoverimento di una consistente fascia di popolazione.

Il quadro che viene dipinto da questi tre fattori non è di difficile lettura:
c’è una significativa platea di soggetti - destinata in futuro ad ampliarsi - non in grado di dare autonomamente adeguata risposta ai propri rilevanti bisogni di natura sanitaria, sociale ed economica. Il ruolo del Trasporto Sociale è dunque di cruciale importanza in quanto servizio che non solo tutela un bisogno primario delle persone, garantendo una libertà di movimento altrimenti limitata, ma è anche un fattore funzionale alla tutela di altri bisogni, quale ad esempio quello della socializzazione. In Italia e in Toscana il servizio di Trasporto Sociale è garantito principalmente dai Comuni o da aggregazioni degli stessi, e in genere viene affidato per la concreta erogazione a soggetti del terzo settore. La conoscenza delle caratteristiche generali del fenomeno nella regione Toscana è molto ridotta, complici sia la scarsità di indagini che un corpus normativo nazionale e regionale lacunoso e farraginoso.

L’indagine condotta dall’Osservatorio sociale regionale si è proposta innanzitutto di stilare una definizione di Trasporto Sociale toscano, al fine di circoscrivere con precisione il campo di indagine. Inoltre, lo studio ha inteso svolgere un’analisi dettagliata delle caratteristiche del servizio e delle condizioni alle quali viene offerto. L’obiettivo finale è stato quello di creare una adeguata base di conoscenza per consentire gli opportuni interventi da parte di coloro che, a vario titolo, si trovano ad operare nel settore considerato.

Il lavoro è stato condotto attraverso tre distinte modalità corrispondenti ad altrettante fasi della ricerca. Inizialmente è stata redatta la mappatura degli enti gestori del servizio nell’intera regione Toscana. Tale operazione, resa possibile grazie alla collaborazione dei direttori delle Zone Distretto/Società della Salute ha consentito di realizzare un database completo comprendente l’informazione sul tipo di gestione del servizio (individuale vs associata) e i riferimenti dei responsabili del servizio. La seconda fase ha riguardato l’invio a quest’ultimi di un apposito questionario online, volto a raccogliere le informazioni riferite all’anno solare 2013 su: organizzazione del servizio, rapporti con i soggetti erogatori, tipologia di utenza servita e modalità di accesso, risorse economiche e strumentali, eventuali aspetti critici. La partecipazione all’indagine è stata decisamente elevata: sono stati infatti compilati il 74% dei questionari inviati. Ciò ha consentito di raccogliere informazioni su 240 dei 280 Comuni toscani (86%), nei quali ha residenza il 91% della popolazione regionale. Si è poi proceduto ad effettuare delle opportune stime per completare il quadro regionale.

La terza ed ultima fase ha riguardato un approfondimento qualitativo sui seguenti quattro enti gestori: SdS Fiorentina Nord-ovest, SdS Pisana, Asl 4 Prato, Comune di Cortona. I casi studio, analizzati attraverso interviste in profondità ai soggetti responsabili del servizio, sono stati individuati tenendo conto delle diverse modalità organizzative, della differente natura degli enti gestori e della loro diversa collocazione geografica nel panorama regionale.

Il Rapporto completo è disponibile sul sito dell’Osservatorio sociale regionale della Toscana, scaricabile qui
Ultimo aggiornamento: 05.02.2016
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