Il Comitato Italiano Paralimpico (C.I.P.)

Il Comitato Italiano Paralimpico (C.I.P.) è stato istituito con Legge 15 luglio 2003, n. 189 “Norme per la promozione della pratica dello sport da parte delle persone disabili”, ed è nato per coordinare e riconoscere tutte le federazioni sportive che si occupano di sport per disabili e le discipline riconosciute dall’International Paralympic Committe (IPC) e dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO).

Con l’approvazione della Legge 124/15 del 7 agosto 2015 sul riordino della Pubblica Amministrazione, il Comitato Italiano Paralimpico ha ottenuto il riconoscimento formale di Ente Pubblico per lo sport praticato da persone disabili, alla stregua del CONI, mantenendo il ruolo di Confederazione delle Federazioni e Discipline Sportive Paralimpiche, sia a livello centrale che territoriale.

Il CIP è stato l’evoluzione della vecchia Federazione Italiana Sport Disabili (F.I.S.D.) che a sua volta era stata la fusione di tre Federazioni Sportive Nazionali, la Federazione Italiana Sport Handicappati (F.I.S.Ha.), che raggruppava al suo interno gli handicappati fisici e quelli mentali, la Federazione Sport Silenziosi d'Italia (F.S.S.I.) che governava i sordi e la Federazione Italiana Ciechi Sportivi (F.I.C.S.). Il CIP oggi è presente in tutte le Giunte CONI (Nazionale e Regionali) e dunque partecipa attivamente al governo dello sport.

Nello sport dei disabili sono stati stabiliti principi, regolamenti e classificazioni studiate specificatamente per consentire a tutti di gareggiare in condizione di parità.
Per classificare le disabilità ci si basa sostanzialmente su tre parametri:

  • l'origine dell'handicap;
  • l'attenta valutazione funzionale delle parti del corpo lesionate;
  • l'età.


In genere le persone disabili consultano il CIP prima di iniziare la pratica di una disciplina sportiva.

All’interno del CIP come detto esistono le varie federazioni paralimpiche, alcune legate alle Federazioni Sportive Nazionali classiche, altre del tutto nuove e che soprintendono lo sport dei disabili fisici, dei ciechi (non vedenti e ipovedenti) e dei disabili intellettivi.
Ogni federazione è organizzata con un presidente, un consiglio, uno staff tecnico e organizzativo. È la Federazione sia pure sotto l'egida del CIP, che deve curare lo svolgimento dei vari campionati nazionali, assicurare i raduni tecnici collegiali e, qualora sia prevista, deve assicurare la partecipazione alle massime competizioni internazionali.

All’interno del CIP, le Federazioni Sportive Nazionali che hanno già creato il loro specifico dipartimento paralimpico sono:
la Federazione Ciclistica Italiana (F.C.I.), la Federazione Italiana Canottaggio (F.I.C.), la Federazione Italiana Scherma (F.I.S.), la Federazione Italiana Sport Equestri (F.I.S.E.), la Federazione Italiana Tiro con l’Arco (F.I.T.Arco), la Federazione Italiana Tennis (F.I.T.), la Federazione Italiana Tennis Tavolo (F.I.Te.T.), la Federazione Italiana Vela (F.I.V.), la Federazione Italiana Bocce (F.I.B.), la Federazione Italiana Tiro a Volo (F.I.T.AV.), la Federazione Italiana Canoa, Kayak (F.I.C.K.), La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (F.I.S.G.), la Federazione Italiana Pallavolo (F.I.PAV.), la Federazione Italiana Triathlon (F.I.TRI.) e la Federazione Italiana Pesistica (F.I.PE.). Fanno parte del CIP anche la Federazione Italiana Cronometristi (F.I.Cr.) e la Federazione Italiana dei Medici Sportivi (F.I.M.S.), pur non avendo uno specifico dipartimento paralimpico. Ci sono poi le Federazioni Sportive Nazionali che si occupano esclusivamente di sport paralimpici e sono : la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico (F.I.N.P.), la Federazione Italiana Pallacanestro In Carrozzina (F.I.P.I.C.), la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (F.I.S.I.P.), la Federazione Italiana dei Disabili Intellettivi e Relazionali (F.I.S.D.I.R.), la Federazione Italiana degli Sport Paralimpici E Sperimentali (F.I.S.P.ES.), la Federazione Italiana Sport Paralimpici Ipovedenti e Ciechi (F.I.S.P.I.C.) e la Federazione Sport Silenziosi Italiana (F.S.S.I.).

Vi sono poi le Discipline Sportive Paralimpiche che sono:
la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (F.A.S.I.), la Federazione Italiana Baseball e Softball (F.I.B.S.), la Federazione Italiana Calcio Balilla (F.I.C.B.), la Federazione Italiana Danza Sportiva (F.I.D.S.), la Federazione Italiana Golfisti Disabili (F.I.G.D.), la Federazione Italiana Hockey (F.I.H.), la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (F.I.P.S.A.S.), la Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard (F.I.S.N.eW.), la Federazione Italiana Sportiva Automobilismo Patenti Speciali (F.I.S.A.P.S.), la Federazione Italiana Sport Orientamento (F.I.S.O.), la Federazione Italiana Wheelchair Hockey ( F.I.W.H.). Anche il CIP ha i propri Enti di Promozione Sportiva Paralimpica che sono : l’Associazione Italiana Cultura e Sport (A.I.C.S.), l’Associazione Nazionale Famiglie con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (A.N.FASS.), le Associazioni Sportive Sociali Italiane (A.S.I.), il Centro Nazionale Sportivo Libertas (LIBERTAS), i Centri Sportivi Aziendali e Industriali (C.S.A.IN.), il Centro Sportivo Educativo Nazionale (C.S.E.N.), il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.), l’Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi (E.N.S.), l’Unione Italiana Ciechi (U.I.C.),  l’Unione Italiana Sport per Tutti (U.I.S.P.) e l’Unione Sportiva Acli (U.S. ACLI). Infine fanno parte del CIP anche le Associazioni Benemerite, che sono lo Special Olympics Italia (S.O.I.), lo Sport e Società Progetto Filippide, il Panathlon International e l’Associazione Baskin.

Come si può capire ormai il CIP è un CONI parallelo che soprintende lo sport per disabili a 360° e dove un aspetto fondamentale è quello delle classificazioni mediche. Esiste per questo una Commissione Medica Nazionale (C.M.N.) coadiuvata dalla Commissione Tecnica Nazionale (C.T.N.) che valuta la funzionalità di ogni singolo atleta in relazione allo sport che intende praticare e quindi lo inserisce in una categoria piuttosto che in un'altra. Le classificazioni definiscono anche – per gli sport in cui ciò è possibile – se l'atleta può gareggiare in piedi oppure no e si basano sulla valutazione dei muscoli funzionanti, giudicando quanto questi muscoli possano influire sulla prestazione atletica. Questo concetto, apparentemente semplicissimo, è in realtà rivoluzionario anche rispetto a quello normalmente usato da chi deve “misurare” la gravità di una menomazione. Le classificazioni medico-sportive, infatti, trascendono il tipo e l'entità della lesione e considerano  invece, con attenzione, le residue capacità atletico-motorie della persona in funzione del tipo di sport che intende praticare.

Le visite vengono eseguite da un tecnico della disciplina per cui si richiede la classificazione e da un medico della Commissione Medica Federale. Abbiamo così delle suddivisioni che non sono soltanto mediche, ma anche funzionali. In questo modo ognuno potrà gareggiare con atleti che abbiano le stesse capacità residue, pur non presentando la stessa menomazione.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
C.I.P. Comitato Italiano Paralimpico-Comitato Regionale Toscana
presso La Casa delle Federazioni
Via di Ripoli, 207/V – 50126 FIRENZE
Tel. 055/661576
Sito web: http://toscana.comitatoparalimpico.it
Email: toscana@comitatoparalimpico.it

 

Ultimo aggiornamento: 12.05.2017
Condividi