Inclusione educativa e scolastica

Classe con bambini che alzano la mano per parlare

L'inclusione educativa e scolastica è un elemento fondamentale per la tutela della dignità della persona con disabilità; per svilupparla è necessario il coinvolgimento di tutte le componenti sia scolastiche che territoriali e la Regione Toscana innesca politiche attive finalizzate specificatamente all’inclusione in questi ambiti.

In particolare il processo della governance territoriale permette di attivare la collaborazione tra le istituzioni scolastiche e i Comuni, aggregati nelle Conferenze zonali per l’educazione e l’istruzione, assieme anche alle Province e ai diversi soggetti che sul territorio agiscono attorno a questo tema (Aziende USL, associazioni, cooperative, ecc...). La partecipazione dei diversi attori del sistema ad una programmazione integrata e sinergica degli interventi mira a realizzare un percorso inclusivo di reale efficacia.

Inoltre, il progressivo riavvicinamento tra la scuola e il mondo del lavoro, attraverso strumenti quali l'alternanza o l'apprendistato, può favorire un progetto di vita che vada oltre il tempo della scuola o della formazione, per favorire anche la partecipazione al lavoro.

L’introduzione della diagnosi funzionale contribuisce a portare l'attenzione sulle potenzialità di sviluppo di ogni studente.
Il percorso di inclusione nelle scuole, nelle recenti indicazioni nazionali sui Bisogni Educativi Speciali - BES, prevede piani di inclusione, che dovrebbero essere un’attività non meramente burocratica, con un'efficace azione inclusiva attraverso il coinvolgimento di tutto il personale scolastico: dirigenti, insegnanti curriculari e di sostegno e personale non docente.

Nel territorio toscano sono riscontrabili disomogeneità tra regolamenti, protocolli e comportamenti degli operatori tra zone sociosanitarie, Comuni e istituzioni scolastiche.
Per superare queste differenze sono state attivate politiche e azioni di formazione uniformi rivolte al personale della scuola, docente e non, e ai vari soggetti territoriali.

E’ stata avviata la costruzione di un modello di politiche e pratiche sul territorio, che prevenga le sovrapposizioni e le discrepanze, promuovendo il confronto e il dialogo tra soggetti diversi che possano collaborare per ottenere una maggiore azione sul territorio e una semplificazione per le famiglie, limitando gli interventi troppo specifici che, solo se ricondotti in un quadro più ampio di azione, possono avere effetti in termini di modalità di gestione strutturate.
Gli accordi di programma realizzati in alcuni territori, come ad esempio Pisa, possono essere una buona base di partenza per reti sperimentali.

Le principali attività in corso sul tema dell’inclusione educativa sono:

  • promozione dei Progetti Educativi Zonali – PEZ, come strumento di programmazione integrata territoriale degli interventi, da parte delle Conferenze zonali, per l’educazione e l'istruzione, che si propone di prevenire e contrastare la dispersione scolastica. Nell’ambito di tale finalità si considerano prioritari gli interventi specificatamente rivolti all’inclusione della disabilità, che possono trovare attuazione mediante una molteplicità di linee operative quali attività laboratoriali, didattica d’aula in compresenza, supporto e recupero disciplinare, supporto alla genitorialità, attività di formazione e tutoraggio per docenti e operatori; i progetti sono rivolti all’intero gruppo classe in cui è collocato l’alunno disabile. I PEZ sono finanziati a partire dall’anno 2012/2013 e per tutto il 2016/2017, con monitoraggio costante, dettagliata progettazione e rendicontazione;
  • assegnazione alle Province di risorse regionali dedicate per il trasporto scolastico e per l'assistenza educativa nelle scuole superiori. Sui dati di attuazione è in corso un monitoraggio dettagliato, anche per una migliore definizione dei bisogni futuri. Questi interventi sono previsti anche per l'anno scolastico 2016-2017.
Ultimo aggiornamento: 02.09.2016
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