Le città inclusive, accessibilità urbana, i progetti Autism Friendly e PizzAut

Immagine: Save the date

Città inclusive e accessibilità urbana

La disabilità, così come definita dall'ICF (International Classification on Functioning, Disability and Health) è il risultato di una relazione dinamica tra la condizione di salute di una persona, i fattori personali (es.: età, sesso, educazione ricevuta, ecc.) e ambientali (es.: ambiente fisico e sociale) che rappresentano le circostanze, il contesto, in cui vive l’individuo.

Nel rapporto persona-ambiente lo spazio fisico, alle diverse scale, non è uno scenario neutro e modella dinamicamente i comportamenti di chi lo vive. L’adattamento persona-ambiente è un processo dinamico bidirezionale e la configurazione fisica degli spazi ha un ruolo decisivo nel favorire l'inclusione delle persone nella società.

Nella costruzione di città accoglienti, inclusive e accessibili  è necessario prevedere la presenza di fattori facilitanti  che con la loro presenza possono attenuare i conflitti uomo ambiente. I fattori facilitanti riguardano sicuramente l’ambiente fisico (spazi urbano) ma anche la disponibilità la dotazione di tecnologie a supporto della persona, le automazioni, gli atteggiamenti positivi della società verso la disabilità, la presenza di servizi e politiche rivolte a promuovere il coinvolgimento di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni di salute, nelle diverse attività della vita di comunità.

In questo contesto la costruzione di città accoglienti e inclusive può trarre forza dalla messa in campo di processi partecipativi. Processi finalizzati all'acquisizione delle esigenze e istanze delle persone reali (anche in rappresentanza dei diversi gruppi di portatori di interesse) che possono meglio orientare i processi decisionali, di governance e pianificazione della città.

Questa sessione ha come obiettivo quello di evidenziare come una città può essere più o meno accogliente e  inclusiva in relazione a quanto è stato esteso il concetto di accessibilità (dallo spazio fisico fino ed oltre l'organizzazione dei servizi) e in relazione al coinvolgimento delle persone nei processi di pianificazione della città stessa.

 

Prato Autism Friendly

Autism friendly è un progetto che vuole far vedere Prato con una prospettiva diversa. Tutto nasce dalla convinzione che sentirsi parte di una città sia molto di più rispetto a viverci e basta. Da questa idea muove la creazione concreta di una rete a misura di autismo; una rete di commercianti della città che con le loro attività aprono, con convinzione e formazione, le porte al mondo dell’autismo.

Si tratta di un sistema territoriale creato con cognizione per promuovere l’inserimento sociale e l’autonomia. Alcuni luoghi della città, in questo modo, diverranno delle vere e proprie zone scambio di sfumature diverse per vedere la città. Il progetto di per sè è molto semplice, ma l’obiettivo verso il quale muove è straordinario. L’idea non è che Prato diventi città diversa, ma che possa essere facilmente vista e vissuta anche in modo inconsueto.
Prato è sempre la stessa, ma così è di tutti.

 

Arezzo Autism Friendly

Il progetto “Autism Friendly”, nasce su iniziativa di Confcommercio e dell’associazione Arezzo Autismo.

Si tratta di una rete di negozi ed esercizi disponibili a curare l’accoglienza di persone con autismo e delle loro famiglie. Cartolerie, pizzerie, bar, ristoranti, forni, negozi di moda, ecc.: tutte le attività potranno aderire a questa iniziativa di grande civiltà, pensata per costruire una città veramente a misura d’uomo (e di donna!).

Gli operatori sono formati sui bisogni delle persone autistiche, che sono oltre 3mila solo nella provincia di Arezzo. Potranno inoltre avvalersi  di un marchio di riconoscimento e vedranno promossa la propria impresa con una adeguata campagna promozionale.

 

PizzAut

“Vogliamo il cielo blu tutto l’anno, non solo il 2 Aprile per giornata Internazionale dell’Autismo”

Il progetto vuole avviare un laboratorio di inclusione sociale attraverso la realizzazione di un locale gestito da ragazzi con autismo affiancate da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. I ragazzi saranno avviati ad una prima fase di formazione che consentirà di studiare insieme a psicologi ed educatori la mansione più adeguata per ciascun ragazzo inserito nello staff di PizzAut e soprattutto le modalità attraverso le quali farlo sentire auto-efficace ed in equilibrio con il mondo che in quel momento sta attraversando.

Troppo spesso i ragazzi con autismo sono esclusi dal mondo del lavoro e dalle relazioni sociali, come genitori di bimbi con autismo lo verifichiamo ogni giorno sulla nostra pelle e con i nostri ragazzi.

Ci siamo resi conto che con attenzione, delicatezza e determinazione questa situazione si può cambiare e per questo abbiamo deciso di investire le nostre energie e le nostre risorse in un progetto capace di costruire oggi un presente ed un futuro diverso, dove integrare le persone autistiche non perché bisognose di aiuto, ma perché portatrici di competenze e di ben-essere.

Un locale per la famiglia ma anche per i giovani, un luogo dove stare bene e divertirsi con prodotti ricercati, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare una pizza quando si hanno cinque minuti e poi si corre via, ma un locale dove Trovarsi e Ritrovarsi in una dimensione temporale e relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficoltà chi è affetto da autismo ma che fanno male anche ai cosi detti normali.

Un luogo lento dicevamo, con prodotti biologici e di altissima qualità serviti con altrettanta qualità.

 

Interverranno:

  • Arch. Beatrice Benesperi e Arch. Fabio Valli del CRA Centro Regionale per l’Accessibilità “Introduzione alla sessione”;
  • Michele Di Sivo (UNIPI) e Daniela Ladiana (UNICH)"La città abilitante";
  • Arch. Luca Marzi, Dipartimento di Architettura - UNIFI"Il ruolo della partecipazione nella costruzione di città accessibili e accoglienti”;
  • Valentina Pacini, Fondazione Opera Santa Rita di Prato, “Autism Friendly Prato”;
  • Emanuele e Gabriele, Associazione Orizzonte Autismo;
  • Marco Armellini, AUSL Toscana Centro, “Autism Friendly Prato”;
  • Ilaria Santi, Presidente del Consiglio del Comune di Prato, “Autism Friendly Prato”;
  • Andrea Laurenzi, Presidente Associazione Autismo Arezzo Onlus;
  • Nico Acampora, Fondatore progetto PizzAut;
  • Gabriele, Progetto PizzAut.
Ultimo aggiornamento: 25.02.2019
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