14 giugno 2017

Orchestra Sinfonica Inclusiva della Toscana

Immagine: foto direttrice orchestra che sta dirigendo

A Firenze ragazzi con disabilità e musicisti professionisti insieme per portare nel mondo la musica di Beethoven e di Stravinsky

Sarà la prima Orchestra Sinfonica Inclusiva della Toscana ma anche caso unico in Europa e nel mondo di orchestra con repertorio sinfonico composta da ragazzi con diverse disabilità e da musicisti professionisti.  Potere della musica e di una metodologia, il metodo Esagramma, che da 34 anni mette in atto itinerari terapeutici ed educativi con piccoli gruppi orchestrali integrati. Uno per tutti la storica Orchestra Sinfonica Esagramma con sede a Milano che nella sua vita ha già collezionato oltre 100 concerti. Ora siamo a Campi Bisenzio, a San Donnino per l’esattezza, e lo spazio dove ogni settimana partecipano alle lezioni 24 musicisti e 26 ragazzi con disabilità, dai 9 ai 30 anni, per la maggior parte di Firenze ma anche dell’hinterland, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli, è quello della Fondazione Spazio Reale che in partnership con la scuola di Musica di Fiesole e con la Fondazione Sequeri Esagramma di Milano, rappresenta l’asse italiano del progetto finanziato con fondi europei, Erasmus Plus In-orchestra. Tre anni il percorso formativo denominato di Musicoterapia Orchestrale (MTO) al termine del quale, per chi desira proseguire, inizierà quello con l’Orchestra Sinfonica di Educazione Orchestrale Inclusiva (EOI). In questa scuola si inizia a studiare senza lettura delle note, non c’è uno spartito, si suona imitando i professionisti che suonano insieme ai ragazzi, seguendo il direttore che suggerisce i gesti. La concettualizzazione delle note arriverà dopo. La direttrice dei gruppi orchestrali e direttore scientifico di Esagramma, Licia Sbattella, parla di improvvisazione strutturata. Quando nell’autunno scorso è stato presentato il progetto, l'Assessore al Diritto alla salute, welfare e integrazione socio-sanitaria della Regione Toscana, Stefania Saccardi, lo ha definito “un modello vincente che costituirà per tutti un punto di riferimento prezioso”. Ma per questo straordinario “viaggio” con la musica, servono nuovi specialisti, psicologi-musicisti e musicisti-psicologi. Sarà un Master a formarli, il primo del genere a Firenze, ora in via di attivazione e da cui, c’è da scommettere, nasceranno profili professionali del tutto nuovi.

Professoressa Sbattella, perché questo progetto rappresenta una crescita professionale anche per gli specialisti?

“Perché questa è una metodologia che valorizza le competenze dei professionisti: musicisti e psicologi coltivano competenze alte e complesse di interpretazione o di direzione, competenze nuove che, per esempio per i musicisti, non sono quelle dello studio della musica finalizzato solo all’esibizione. Anche gli psicologi suonano con i ragazzi, il momento dell’osservazione psicopedagogica, a cui parteciperanno poi anche i musicisti, verrà dopo. In sala musica tutti suonano e tutti osservano”.

E nei ragazzi il lavoro con la musica cosa attiva di nuovo?

“Il loro livello di coinvolgimento è altissimo anche quando all’inizio hanno difficoltà nella tenuta.  A livello cognitivo ci sono risultati di memoria, di concentrazione e anche l’azione sugli strumenti diventa via via più sofisticata. Alla fine del triennio arriviamo a tempi lunghi di attenzione fino ai 40 minuti, con la musica soltanto ricordata e suonata senza spartito. Poi c’è l’aspetto dell’interazione, la capacità dell’ascolto dell’altro, il dialogo polifonico, quello dell’interpretazione che significa vivere le emozioni e quello dell’identità personale di ciascun musicista. Sono conquiste guadagnate sul fronte personale e reinvestite nella vita”.

A conclusione del triennio formativo, nel giugno 2019, è previsto un Festival Europeo a Firenze. Come se lo immagina?

“Multiarte perché nel progetto In-Orchestra ci sono anche due partner stranieri, uno francese che lavora nell’ambito della produzione artistica e inclusiva e uno turco che opera sul fronte della danza con gruppi inclusivi. L’Orchestra Sinfonica Inclusiva della Toscana farà la sua parte: i quattro gruppi in cui ora sono divisi i 26 ragazzi, saranno uniti in un’unica orchestra o, forse, faremo due orchestre una sinfonica e una da camera. E’ certo, però, che grazie alla metodologia Esagramma, coinvolgeremo anche il pubblico facendolo suonare”.

Che prospettive ha questo progetto?

“Per quanto ci riguarda vorremmo continuare a estenderlo su tutta la Toscana con l’obiettivo di creare altri Centri a metodo Esagramma. Anche per questo stiamo lavorando al Master che dovrà reclutare nuovi esperti per il mondo della disabilità e della musica”. 

di Paola Baroni

Ufficio stampa CRID

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