25 settembre 2018

La dimensione del rischio nella vita delle donne con disabilità

Si chiama “Dissent of the form – Pink Hair”, l’opera dell’artista Inger Nova Jorgensen scelta per illustrare l’edizione 2018-2019 di “8 mesi stop femminicidio”, la manifestazione dell’UDI Catania contro la violenza di genere. Essa rappresenta una figura femminile stilizzata con le braccia protese all’indietro, il viso proteso verso l’alto ed una folta chioma rosa.

Vogliamo una storia politica comune con le donne con disabilità”: è questa una delle motivazioni che ha spinto l’UDI Catania (Unione Donne in Italia) ad inserire un’azione di “Sostegno al 2° Manifesto delle Donne e delle Ragazze disabili” nell’ambito di “8 mesi stop femminicidio”, una manifestazione contro la violenza di genere, che quest’annoavrà come filo conduttore l’importante tema de “La dimensione del rischio nella vita delle donne”.

Si svolgerà anche quest’anno, dal 26 settembre 2018 al 26 maggio 2019, l’ormai consolidata iniziativa dell’UDI Catania(Unione Donne in Italia) contro la violenza di genere: “8 mesi stop femminicidio” che nell’attuale edizione avrà come filo conduttore l’importante tema de “La dimensione del rischio nella vita delle donne”. Nell’ambito della manifestazione saranno messe in evidenza le connessioni tra le diverse attività portate avanti dall’associazione siciliana. “Mediterranea”, ad esempio, affronterà la dimensione del rischio nella vita delle donne negli scenari di guerra che si affacciano sul Mar Mediterraneo «richiamando alcuni tra gli innumerevoli episodi di mancata assistenza nei confronti delle donne e dei loro bambini in zone di guerra, bombardate e poi sfollate, di violenza e di discriminazione nei processi di riabilitazione e ricostruzione post-conflitto, di violenze connesse alla presenza di contingenti in funzione di peace-keeping o di basi militari, di violenza nelle carceri e nei centri di raccolta dei migranti.» “Donne e mafie”, altro esempio, farà emergere l’impegno delle donne siciliane e catenesi dell’UDI che, da sempre, contrastano la struttura patriarcale della famiglia mafiosa, e le diverse forme di violenza di cui si alimenta (prostituzione e tratta, violenza su donne migranti, caporalato, ecc.).

L’UDI Catania, lo ricordiamo, è stata una delle prime associazioni a ratificare il “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, ed è anche una delle più intraprendenti nel promuovere il Manifesto stesso. Infatti proprio nell’ambito di “8 mesi stop femminicidio” è prevista una specifica azione di “Sostegno al 2° Manifesto delle Donne e delle Ragazze disabili”. Scrivono, a tal proposito, Giovanna Crivelli e Adriana Laudani: «La riflessione sulla “dimensione del rischio nella vita delle donne e delle ragazze disabili” è centrale nel lavoro politico di questi 8 mesi, non ci sarà più strategia politica di UDI Catania che non comprenda questo tema. Un mondo inclusivo è il mondo che vogliamo, l’abilità fisica o mentale non può essere una condizione di privilegio sociale, i diritti delle persone disabili non possono non essere riconosciuti come diritti civili. Il tema della discriminazione multipla che colpisce donne e ragazze disabili non è stato recepito adeguatamente dal femminismo. Noi sappiamo che non sarà mai più assente dai nostri pensieri, dalle nostre pratiche, dalle nostre strategie politiche: noi femministe dell’UDI Catania contrasteremo la sottovalutazione e il silenzio che rende “normale” la discriminazione, la segregazione, la limitazione della libertà delle donne e delle ragazze disabili. Vogliamo una storia politica comune, vogliamo ascoltarne e imparare, includere conoscere e condividere storie e lotte. In questi 8 mesi porteremo nelle scuole la riflessione sull’abilismo interiorizzato, allo stesso modo in cui riflettiamo e contrastiamo la misoginia interiorizzata.
Mai più senza le donne e le ragazze disabili

Qualche volta, parlando con le altre donne della condizione delle donne con disabilità, possiamo scorgere interesse e attenzione, alcune volte anche sorpresa per non aver mai colto certe sfumature. Ma è la prima volta che delle donne si dispongono ad andare nelle scuole, nelle piazze e nei luoghi d’incontro all’insegna di “vogliamo una storia politica comune” con le donne con disabilità. Ci auguriamo che le donne con disabilità siciliane colgano l’invito dell’UDI Catania, perché sarebbe davvero ora di iniziare a scriverla questa storia politica comune.

 

Simona Lancioni
Fonte: Centro Informare un’h di Peccioli

 

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