06 marzo 2019

Iacopo Melio è diventato Cavaliere: da #vorreiprendereiltreno al Quirinale

Immagine: foto primopiano mattarella e melio

Premiato dal presidente Mattarella. E' il giovane fondatore di una onlus che promuove battaglie per abbattere barriere architettoniche e stereotipi.

Il più giovane tra i premiati, ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, era lui: Iacopo Melio, 26 anni, nato a Cerreto Guidi, un paese nel Fiorentino. Adesso è ufficialmente Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Fa una certa emozione vederlo sorridere dentro le foto accanto al presidente, in posa per un selfie. E fa riflettere il percorso di questo ragazzo che è diventato Cavaliere cominciando anni fa da una protesta che è poi diventata una bandiera virale sui social e anche fuori, una speranza e altro:#vorreiprendereiltreno, onlus fondata per abbattere barriere architettoniche e stereotipi. 

"Vivo con le ruote per terra ma faccio salti altissimi" è la frase che apre il suo sito internet. Affetto dalla Sindrome di Escoban che lo costringe su una sedia a rotelle, studia Scienze Politiche a Firenze e lavora come freelance nel mondo del giornalismo e della comunicazione digitale. Si occupa di sensibilizzazione e divulgazione come attivista per i diritti umani e civili. E' uno coraggioso, uno che non ha paura ad esporsi: poco più di un anno fa è stato pesantemente insultato per aver condannato senza esitazione il raid razzista di Luca Traini a Macerata.

Si legge nella sua biografia: "si nutre di musica, sogni e poesia. Estroverso e solare, eterno curioso, inguaribile romantico. Trova almeno dieci motivi ogni giorno per innamorarsi di qualcosa: donne, uomini, bambini, sguardi, sorrisi, paesaggi, canzoni, profumi, ricordi, ideali…" e scrive anche: "Io non sono la mia carrozzina, così come nessuno sarà mai il suo paio di scarpe. Ognuno di noi è le proprie abilità, non le proprie difficoltà". 

Iacopo Melio nel gennaio 2015 ha fondato la Onlus "#vorreiprendereiltreno" e ha portato avanti progetti che riguardano vari aspetti della disabilità. Si occupa dell'abbattimento di tutte le barriere, non solo architettoniche, ma soprattutto culturali. Vede la comunicazione come uno strumento sociale per dare voce a chi ha subito "la violenza del non ascolto". Gira l'Italia come relatore in conferenze, eventi, lezioni o incontri nelle scuole. Nel marzo 2018 ha pubblicato per Mondadori il libro "Faccio salti altissimi".
 

di LAURA MONTANARI

Fonte: firenze.repubblica.it

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