24 gennaio 2017

Gli architetti di ADA e Niccolò: così da una consulenza rinasce l’emozione

In questo video è la mamma a raccontarci cosa ha significato per Niccolò e per la sua famiglia il progetto ADA. Fino al 15 febbraio prossimo c’è ancora tempo per fare domanda per il nuovo bando di Adattamento domestico per l'autonomia (ADA).

Cliccando QUI è possibile consultare il bando della propria zona-distretto e inviare la domanda

Nel 2015 il progetto di Adattamento domestico per l’autonomia (ADA), nella sua prima fase, è stato sperimentato anche dalla famiglia di Niccolò che risiede a Scandicci. Niccolò è un ragazzo di 30 anni affetto da tetraparesi spastica. La famiglia ha aderito alla fase sperimentale e ha ricevuto a casa il sopralluogo degli architetti del progetto esperti in accessibilità. La mamma di Niccolò racconta le due problematiche che la visita degli architetti presso l’abitazione ha consentito di far emergere e, successivamente, di risolvere. “La prima – spiega – era legata all’utilizzo del piatto doccia che era rialzato e non permetteva a Niccolò di salire e di muoversi agevolmente. Il secondo problema, invece, era il vano dell’ascensore che a causa delle dimensioni ristrette non consentiva a mio figlio di allungare le gambe tutte le volte che per l’emozione di uscire le irrigidiva e costringeva noi a manovre forzate per fargliele ritrarre”.

Dopo la consulenza da parte degli architetti del progetto ADA, il piatto doccia è stato abbassato e portato a filo pavimento e così riadattato, consente a Niccolò di entrare e uscire dalla doccia senza difficoltà. “Tra le soluzioni che ci sono state proposte dagli architetti – precisa la mamma di Niccolò – c’è anche la chiusura della doccia che dobbiamo ancora realizzare”. In ascensore, invece, ad accogliere le gambe di Niccolò, ora c'è una nicchia in alluminio ricavata nella parete della struttura dove le gambe trovano spazio quando si irrigidiscono. Un semplice riadattamento ma importante se permette a Niccolò di lasciarsi andare all’emozione tutte le volte che prende l'ascensore per uscire. 

di Paola Baroni

Ufficio Stampa CRID

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