02 luglio 2019

Dedicata a coloro che vanno a una “velocità diversa”

Immagine: foto di un momento del laboratorio, parecchie persone ai tavoli che lavorano con vari materiali

Nasce dal dialogo muto tra un bimbo con disturbo dello spettro autistico e una tartaruga marina, il curioso nome della Tarta Blu, Associazione recentemente nata a Peccioli, in provincia di Pisa, voluta da alcuni genitori di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, che però non intende occuparsi solo di loro, ma di tutti coloro che vanno a una “velocità diversa”, con l’obiettivo di garantire ai bambini e ai ragazzi del proprio territorio, che ne abbiano bisogno, un percorso di abilitazione/riabilitazione il più personalizzato possibile

Si è recentemente costituita a Peccioli, in provincia di Pisa, l’Associazione di Promozione Sociale Tarta Blu, fortemente voluta da alcuni genitori di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, che però non intende occuparsi solo di loro, ma di tutti coloro che vanno a una “velocità diversa”: disprassia (deficit della coordinazione motoria), DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), BES (bisogni educativi speciali) e altro ancora.

Patrocinata dall’Associazione Autismo Pisa, Valdera e Valdicecina e supportata dell’Amministrazione Comunale di Peccioli, Tarta Blu si avvale di un team di professionisti di comprovata esperienza, per garantire ai bambini e ai ragazzi del proprio territorio che ne abbiano bisogno un percorso di abilitazione/riabilitazione il più personalizzato possibile.
L’idea è quella di realizzare una vera e propria “cittadella della tartaruga”, uno spazio dedicato a chi vuole un guscio di protezione dalle difficoltà, per valorizzare le potenzialità delle persone e promuoverne la crescita, «alla ricerca della felicità», come si legge nel sito dell’Associazione.

Curiosa l’idea di chiamarsi Tarta Blu. Le ragioni della scelta le racconta il genitore di un bambino con autismo che, assieme alla famiglia, ha visitato l’Acquario di Livorno.
Dopo un primo momento nel quale il bimbo non sembrava prestare attenzione a nessuna delle attrazioni presenti, e dava sfoggio della propria “esuberanza”, all’improvviso si è fermato, rimanendo immobile ad osservare una tartaruga marina che, nuotando nella sua vasca, si era fermata proprio davanti a lui. «Rimasero lì, sospesi ad osservarsi, divisi solo dal vetro – racconta il genitore –. Mi aspettavo da un momento all’altro che tutto finisse, ma non fu così. Sembrava un dialogo muto, sembrava che tra l’animale e il bimbo vi fosse empatia. Di colpo ebbi un flash che mi fece vedere le cose sotto un altro punto di vista. La tartaruga è famosa perché lenta, sicuramente non bella, ha un guscio di protezione dove rifugiarsi, non riesce con il suo aspetto a far trasparire la sua saggezza, non è famosa per i suoi versi, dà spesso l’impressione di essere muta, nei sui occhi a volte traspare quasi un senso di tristezza, di solitudine. Quanto mio figlio e quel docile animale avevano in comune? Mentre questi pensieri mi attraversavano la mente, il bimbo e la tartaruga si allontanavano in maniera graduale, quasi a salutarsi. Mi piace pensare che il mio bimbo avesse trovato un nuovo amico e mi congedai da lì promettendo in cuor mio a mio figlio che qualsiasi cosa avessi fatto per lui, avrei portato con noi il suo nuovo amico».
Le emozioni provate, quindi, furono tali da suggerire di denominare la costituenda Associazione facendo appunto riferimento alla tartaruga.

Già interessanti i primi progetti realizzati, a partire dall’attivazione dello sportello di ascolto denominato Diamo voce, rivolto a genitori di figli con caratteristiche riferibili allo spettro autistico, e che si propone di essere un luogo di accoglienza e di sostegno psicologico, oltreché di orientamento e consulenza sui servizi del territorio. Un servizio gratuito per l’utenza e attivabile previo appuntamento.
Va ricordata, inoltre, la realizzazione della prima edizione del laboratorio di stimolazione sensoriale in cucina, chiamato Mani in pasta, un viaggio attraverso l’olfatto, il tatto, l’udito, la vista e il gusto, consistente in cinque incontri a tema durante i quali bambini e genitori, guidati dallo chef Christian Lupi del ristorante A tutt’antipasto di Casciana Terme e dalle educatrici della Scuola Materna San Filippo Neri di Peccioli (che ha ospitato l’iniziativa), hanno potuto preparare semplici ricette (schiacciatine, gnocchi, pasta fresca, cupcakes), e conseguire il Diploma di piccolo grande chef.
Ma non basta, perché alla Tarta Blu hanno tante idee in cantiere e il lavoro è appena iniziato! (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@tartablu.it.
La presente nota riprende, per gentile concessione, un testo già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), con alcuni riadattamenti al diverso contenitore.

Fonte: Superando.it

 

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