09 maggio 2018

A colpi di scherma si può combattere la sclerosi multipla

Immagine: foto di valeria

La storia di Valeria Pappalardo, che a 50 anni si è avvicinata alla disciplina e ha già centrato importanti risultati

PISA. Non è mai troppo tardi per far fare sport e ottenere risultati importanti combattendo non solo contro gli avversari ma anche contro i propri limiti. 

Questa è la storia di Valeria Pappalardo, che a 50 anni ha deciso di iniziare a tirare di scherma e nel giro di un anno ha già ottenuto risultati importanti a livello nazionale e tra pochi giorni prenderà parte alla terza prova di qualificazione nazionale ad Ancona in vista dei campionati italiani assoluti a Milano. Valeria da 25 anni convive con la sclerosi multipla e la sua vita trova oggi nella scherma un punto di riferimento fondamentale. Valeria non praticava sport da anni, poi la svolta è arrivata grazie anche agli amici dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla). «La mia avventura comincia e continua con Aism. Un pomeriggio di poco più di un anno fa, mi trovavo alla sede di Pisa e, ad un certo punto, è arrivato Roberto Marangone, rappresentante del Comitato paralimpico». 

Quella settimana era in programma una tappa di Coppa del Mondo di scherma paralimpica proprio a Pisa, con Bebe Vio tra i protagonisti, e Marangone stava facendo promozione della cultura dello sport tra le varie associazioni. «Quando parlava lo guardavo con aria sognante, anche perché la scherma mi è sempre piaciuta molto e la seguo in tv quando ci sono Mondiali e Olimpiadi. Quella sera sono tornata a casa con l'idea che dopo tanti anni avrei ripreso a fare sport, visto che da ragazza avevo praticato la pallavolo a livello agonistico, ma anche bowling e tennis per passione. Uno sport qualsiasi, mi sono detta, va bene anche le bocce (sorride, ndr)». Però i dubbi inizialmente erano tanti: «Io ho gli arti destri compromessi. Non era facile trovare uno sport che poteva fare al caso mio. Poi, ho scoperto che la scherma la praticano anche i tetraplegici, ai quali posso assimilarmi». 

Valeria non vuol mollare, si informa e contatta il Circolo scherma di Navacchio che da anni avvicina tanti ragazzi e ragazze in difficoltà alla disciplina sportiva: «Ho parlato con il maestro Massimo Rosoni, che mi ha dato la spinta giusta con le sue parole d'incoraggiamento. Massimo continua a sostenermi, anche nei momenti di sconforto, e in questi mesi è stato determinante per la mia crescita sportiva». 

Quali sono le tue caratteristiche? «Sono una mancina adattata e non è stato facile imparare certi colpi. Le giornate di gara sono molto intense e devo sempre fare i conti con la fatica». Il responso del parquet però è stato subito positivo fin dall'aprile 2017: « Ad ottobre ho fatto la mia gara d'esordio ed ho vinto la mia prima fortunata medaglia», dice Valeria facendo un po' di autocritica, poi altre due gare sul podio, Busto Arsizio e Roma. «Adesso ci prepariamo per Ancona e poi il gran finale con i campionati assoluti a Milano». 

La sfida tricolore si terrà nella città meneghina dal 9 all'11 giugno, e poi, a settembre per Valeria si possono aprire le porte per la prima esperienza internazionale. «Qualificarmi per i campionati Europei di Terni è l'obiettivo principale della mia stagione, assieme a una crescita a livello tecnico. Per ora combatto solo con la spada ma punto anche ad usare il fioretto e la sciabola». 

Nel 2020 l'obiettivo è andare a Tokyo? «Sognare è l'unica cosa che non ha prezzo, e per questo voglio sognare». Valeria nella sfortuna, però, si considera fortunata e ringrazia chi

la supporta quotidianamente: «Ho la sclerosi multipla da 25 anni ed è grazie alla ricerca se oggi sono qui a competere contro atleti molto forti. Ecco perché la mia avventura continua con l'Aism, che sostiene la ricerca e supporta le persone come me».
 

Andrea Chiavacci 

Fonte: iltirreno.geolocal.it
 

 

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