Semplificazione

mediatore: Silvia Givone
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OBIETTIVI

Il tema della semplificazione degli oneri amministrativi per le imprese è da tempo al centro delle politiche della Regione Toscana. Per rilanciare la competitività del sistema toscano la Pubblica Amministrazione deve infatti diventare un soggetto “facilitatore” dello sviluppo capace di velocizzare e di snellire i processi decisionali e le procedure. Il percorso di partecipazione sulla semplificazione amministrativa ha l’obiettivo di coinvolgere tutti i portatori di interesse (associazioni di categoria, imprese, enti) nella valutazione delle misure avviate, nel far emergere proposte e miglioramenti e nello stabilire l’ordine di priorità delle azioni da intraprendere.

 

FASI

Per completare e ampliare gli interventi in questo senso appare essenziale avvalersi dell’esperienza diretta di coloro che quotidianamente vivono un rapporto con la pubblica amministrazione. Per questa ragione il processo di partecipazione è strutturato in diversi momenti di confronto.

FASE 1

Preparazione e coordinamento

  • Incontri preliminari finalizzati all’organizzazione logistica e metodologica di tutto il percorso.
  • Definizione  della “cabina di regia” tecnico-politica (settori dell’Amministrazione regionale e referenti regionali delle Associazioni di categoria).
  • Predisposizione di un documento di sintesi preparatorio sul tema della semplificazione amministrativa che mette in luce nodi, criticità, opportunità e progettualità già in corso presso l’amministrazione regionale, attraverso interviste ai responsabili e la raccolta e sintesi del materiale già prodotto dai diversi settori.

 

FASE 2

Attività di ascolto sul territorio:

Attività di ascolto che hanno coinvolto le associazioni di categoria e una selezione di imprenditori dei settori coinvolti dal processo (agricoltura, artigianato-industria, commercio-turismo-servizi).

Attraverso:

  • interviste in profondità ai referenti delle principali associazioni di categoria.
  • organizzazione di focus group per coinvolgere direttamente imprenditori dei diversi settori e far emergere prime proposte e priorità di intervento realistiche e realizzabili in tempi brevi.

 

FASE 3

Consultazione pubblica

Alla luce del percorso di ascolto avviato con categorie e imprese nei mesi di giugno e luglio e dell’esame di quanto già in corso d’opera da parte degli uffici regionali è stato redatto un decalogo di “Misure per la semplificazione” da portare a termine o implementare in tempi medio-brevi.

Le misure potranno essere valutate, commentate o integrate nella sezione tavoli di discussione (link).

La consultazione si rivolge ad associazioni, imprese, enti, professionisti e cittadini. La consultazione durerà dal 9 ottobre al 9 novembre.

Al termine della consultazione sarà presentato pubblicamente il documento definitivo e il relativo piano di attuazione.

Tavoli di approfondimento tecnici

Le misure individuate vengono analizzate all’interno di tre tavoli tecnici di approfondimento. I tavoli hanno la finalità di stabilire, entro la fine del mese di novembre, tempi e azioni specifiche necessarie  per la realizzazione delle misure. I tavoli, che lavorano con il supporto di facilitatori, sono così composti:

Tavolo 1: Enti terzi e prefetture

Tavolo 2: Enti locali

Tavolo 3: Referenti delle direzioni generali della Regione Toscana competenti sui temi emersi (innovazione, ambiente, agricoltura, salute).

 

STRUMENTI

Analisi desk – finalizzata a ricostruire lo stato dell’arte sul tema della semplificazione in Toscana (normativa vigente, documenti programmatici della Regione, piani di indirizzo, indagini e studi).

Interviste in profondità - ai referenti delle associazioni e ai tecnici della Regione Toscana finalizzate a ricostruire la mappa degli attori e dei bisogni (associazioni incontrate: Confindustria, CNA, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Coldiretti, Federagri, Confcooperative, Legacoop).

“Cabina di regia”– composta da referenti della Regione e referenti delle categorie finalizzato ad accompagnare le diverse fasi del processo e a garantire da un canto la necessaria continuità con le politiche già intraprese e dall’altro il collegamento tra le misure e i bisogni delle imprese e degli altri portatori di interesse.

Focus group – incontri moderati da facilitatrici esperte con referenti delle associazioni e imprenditori selezionati per far emergere proposte e priorità di intervento.

Tavoli di approfondimento - incontri moderati da facilitatrici esperte con tecniche finalizzate a favorire l’interazione costruttiva tra i soggetti che hanno responsabilità nella realizzazione effettiva delle misure.

Consultazione online – tramite la piattaforma regionale le “misure per la semplificazione” saranno valutate, rafforzate e integrate dal contributo di tutti coloro che desiderano contribuire al loro miglioramento.

Calendario

30 giu 2014
01 lug 2014
15 lug 2014
09 ott 2014
30 nov 2014
  insediamento della cabina di regia

Foto gallery

Tavoli di discussione Tavoli di discussione

Per contribuire a migliorare le misure di semplificazione proposte partecipa ai tavoli di discussione. Puoi esprimere la tua opinione con un giudizio sintetico su quanto ritieni utile la misura; puoi commentare le misure e proporre modifiche o miglioramenti, eventualmente  rispondendo alle domande proposte all’interno di ciascun tavolo di  discussione, puoi proporre tu stesso una nuova misura.
9 ottobre 2014 - 4 commenti
Gli adempimenti richiesti a livello locale per la presentazione di una domanda di permesso di costruire o di una SCIA (segnalazione di inizio attività) edilizia differiscono sensibilmente nei diversi Comuni, in termini di informazioni e di documentazione richieste.

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9 ottobre 2014 - 0 commenti

Il d.p.r. n. 59/2013 ha istituito l’AUA – Autorizzazione Unica Ambientale - che ha una durata di 15 anni e sostituisce 7 diverse autorizzazioni. Nonostante il provvedimento sia nato per semplificare e ridurre il carico burocratico connesso agli adempimenti in materia ambientale che gravano sulle imprese, attualmente la modulistica adottata dalle Province è composta dai moduli relativi a tutte le autorizzazioni sostituite e gli adempimenti richiesti a livello locale differiscono sensibilmente da una Provincia all’altra.      

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9 ottobre 2014 - 12 commenti
I moduli di SCIA da presentare al SUAP per l’avvio di attività produttiva differiscono in maniera sensibile sia a livello territoriale che a seconda del tipo di attività cui l’impresa dà inizio. La mancanza di uniformità della modulistica rende più onerose le procedure e genera una situazione di incertezza sugli adempimenti effettivamente richiesti.

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9 ottobre 2014 - 8 commenti
Il Suap è l'unico punto di accesso in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti un’attività produttiva: è lo sportello al quale gli imprenditori devono rivolgersi per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l'insediamento e l'esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi. Al momento il sistema dei SUAP soffre però della compresenza, all’interno del territorio regionale, di dieci piattaforme indipendenti: questa disomogeneità genera confusione nell'utenza e crea difficoltà, specie alle imprese attive su più territori.

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9 ottobre 2014 - 3 commenti
Professionisti e imprese segnalano difficoltà circa la disomogeneità nelle interpretazioni delle norme a livello locale con particolare riferimento alle competenze gestite dai Comuni.

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9 ottobre 2014 - 1 commenti
Le imprese che partecipano a gare o bandi  per il conferimento di incarichi pubblici o per l’erogazione di contributi a livello regionale devono produrre una molteplicità di attestazioni e certificati (ad esempio: durc, certificato antimafia, certificato antipedofilia, format di autodichiarazioni …). Tali certificati sono spesso richiesti in modo ricorrente e ridondante da diversi soggetti che fanno capo alla Pubblica Amministrazione.

 

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9 ottobre 2014 - 0 commenti
In Italia la disciplina dei controlli sulle imprese è complessa e frammentata ed esiste un oggettivo problema di molteplicità di amministrazioni controllanti, non coordinate tra loro e spesso scarsamente collaborative. Tutto ciò si traduce in duplicazioni inutili e sproporzionate dei controlli.

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9 ottobre 2014 - 0 commenti
La normativa nazionale e regionale prevede che siano effettuate idonee attività di manutenzione, verifica e ispezione degli impianti termici. Tali operazioni, che devono essere eseguite da personale esperto e qualificato, servono a verificare la conformità degli impianti alle norme sul contenimento dei consumi di energia. A questo scopo il recente DPR 74/2013 prevede anche l’istituzione di un registro unico regionale degli impianti termici. In Toscana ad oggi le informazioni e la documentazione richieste sono diversificate a livello territoriale e la possibilità di inoltro per via telematica risulta a macchia di leopardo.

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9 ottobre 2014 - 1 commenti
I soggetti professionalmente interessati dalle norme regolamentari in materia di accreditamento dei servizi alla persona evidenziano la tendenza del regolamento attuativo delle legge regionale 82/2009 a complicare le procedure, senza alcuna ricaduta in termini di maggiore sicurezza o qualità del servizio per i cittadini.

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