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AulaPulita, i suoi inizi e i suoi sviluppi

Scopriamo com’è nato il progetto e tutti i suoi dettagli 

Il progetto “aulapulita” muove i suoi primi passi durante il processo partecipativo denominato Laboratorio Ambiente (2014-2015): il dibattito sulla diminuzione della concentrazione e produttività oltre una certa soglia di CO2, infatti, avviene durante le sessioni di laboratorio dedicate all’apprendimento dell’utilizzo del microcontrollore Arduino e in occasione di alcuni eventi aperti a tutta la cittadinanza. La prima fase di sperimentazione viene eseguita da Alessandro e Leonardo Fedi, partecipanti al progetto, che ipotizzano l’utilizzo del sensore MQ135: questo specifico sensore, oltre ad essere a basso costo, era stato illustrato in alcune sessioni di laboratorio. Ma dopo una prima fase di sperimentazione, emerge che il sensore MQ135 richiede tempi di riscaldamento lunghi e ha limiti di misurazione troppo bassi per consentire le rilevazioni appropriate allo scopo. 
Dopo i primi test eseguiti da alcuni partecipanti al processo partecipativo Laboratorio Ambiente, il progetto acquisisce un notevole slancio grazie al contributo di Marco Lombardi: infatti è proprio lui che ha l’intuizione di utilizzare il sensore K30 della Senseair; vengono così risolti i problemi riguardanti la calibrazione e i tempi di riscaldamento.
Marco illustra in questo modo la nuova fase: il progetto prevede “la realizzazione di un kit poco costoso  che sia semplice da spiegare e da montare. Rimane un progetto modulare con valore soprattutto educativo, ma anche operativo. I moduli sono essenzialmente due: la creazione di un punto di rilevazione che possa funzionare da solo con raccolta dati su memoria esterna, ma con la possibilità di essere messo in rete (secondo modulo) perché in caso di più punti di rilevazione questi possano essere comunicati e quindi elaborati in un computer della scuola finalizzato allo scopo”.

Il primo modulo è concepito come funzionante in maniera autonoma rispetto al secondo modulo. Ora, vediamo in dettaglio i componenti necessari per la realizzazione del primo modulo:

- Arduino UNO o compatibile;
- RTC shield: per avere un riferimento temporale sui dati acquisiti;
- MicroSD shield: per salvare i dati acquisiti su file in formato CSV;
- Modulo LCD 16×2 I2C: per visualizzare in tempo reale i dati acquisiti e gli eventuali guasti ai sensori;
- Sensore CO2 K30 Senseair;
- Sensore DHT22: per il monitoraggio di temperatura e umidità relativa;
- Buzzer o cicalino: per l’allarme acustico di superamento soglia;
- 2x led: per segnalare eventuali guasti ai sensori;
- 1x dip switch 2 canali: per impostare la soglia di allarme CO2;
- Alimentatore 12v;
- Cavetti e breadbord: per i collegamenti.

La storia prosegue sul sito di InnovazioneLocale