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Alta formazione, due milioni per lanciare un ponte fra università e imprese

13 luglio 2016
Alta formazione, due milioni per lanciare un ponte fra università e imprese

Avvicinare università, centri di ricerca e mondo dell'impresa. E' l'obiettivo che si è posta la Regione, che ha deciso di investire sull'alta formazione due milioni. Sono infatti le filiere di alta formazione la frontiera avanzata dello studio universitario, dove si intrecciano ricerca, tecnosviluppo e bisogni di impresa. Ma sono anche il momento dove più acutamente si sta alzando la tensione competitiva e di attrattività tra le strutture formative a livello nazionale, con possibili importanti ricadute nel tessuto produttivo.

Da questa evidenza nasce la collaborazione tra la Toscana e il Miur, il ministero dell'università e della ricerca,  su una serie di bandi per progetti di ricerca in parte finanziati congiuntamente con fondi regionali e fondi ministeriali che interesseranno grandi e piccole e medie imprese del settore sanitario, del settore dell'energia e di altri ambiti tecnologici rilevanti per la crescita regionale, oltre ad  un consistente utilizzo di finanziamenti europei per interventi mirati su produzioni strategiche o legate alle piccole-medie imprese.

Le università toscane portano avanti una sostanziale capacità unitaria di intenti in materia di alta formazione, pienamente condivisa dalla Regione. "L'obiettivo - sottolinea la vicepresidente e assessore all'istruzione e ricerca, Monica Barni - è creare un percorso di forte internazionalizzazione".

Da qui la delibera approvata dalla Giunta regionale sugli elementi essenziali per l'adozione dell'avviso regionale per l'attivazione di percorsi di alta formazione e ricerca-azione. Con un finanziamento dai fondi europei per un importo complessivo di 2 milioni di euro, grazie alle risorse previste dal POR-FSE 2014/2020, il bando intende promuovere una maggiore integrazione del sistema delle università e dei centri di ricerca toscani con il sistema produttivo regionale e favorire una sua maggiore apertura a livello internazionale sia nell'ambito delle relazioni di ricerca che nelle relazioni con le imprese.

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